giovedì 22 settembre 2016

UN WEEK END A OSLO DI LORENZO BORSETTI


Oslo, 17 settembre 2016.

La città norvegese è stata da me preferita per la maratona ma avendo ancora problemi con il tendine di Achille ho scelto di correre la 10K, consapevole di non essere in questo periodo allenato per le gare corte e di non avvicinarmi al mio personale di quarantacinque minuti sulla distanza.

Il giorno prima della gara mi reco all’Oslo village a ritirare il pacco gara composto di pettorale una maglietta Adidas di colore rosso e ai soliti dépliant pubblicitari.  Il mio numero è: 13935 corrisponde alla terza griglia su di un totale di cinque.

E’ la mia prima gara fuori dai confini italiani e spero di fare bella figura, anche se il tendine continua a darmi fastidio.

Arriva il giorno della corsa, arrivo trenta minuti prima della partenza... incomincio a fare riscaldamento e la mia fidanzata, vicino a me, mi supporta e tifa per me affinché riesca a terminare la gara sotto i cinquantadue minuti, anche perché il percorso non è lineare.

Sul rettilineo della partenza ci sono anche i miei parenti che vivono a Oslo e mio nipote che mi stanno guardando. In mezzo alla bagarre della griglia di partenza, sgomito per mettermi in prima fila partire veloce e arrivare così da loro per salutarli con un cinque. Sono pronto, ecco lo sparo… via! Faccio quello che ho stabilito, sorpasso alcuni partecipanti a velocità per me altissima (3’50”al km) e arrivo dai miei cari… li saluto e incomincio a rallentare per raggiungere il giusto ritmo gara. Passo il cartello dei 5 km e il mio tempo è regolare sui cinque minuti a km, sono contento perché a volte non serve, essere forte... bisogna sembrare di esserlo... c’è un po’ di confusione davanti a me perché la strada è divisa in due. Runners che vanno… runners che tornano, è inevitabile l’incidente d’invasione di corsia con scontro dei partecipanti, fortunatamente senza danni. Mi sento abbastanza bene e procedo, verso l'ottavo chilometro c'è una salita questa l'ho sentita… le gambe cominciano a indurirsi cerco di accorciare il passo e riprendere... riesco a tenere il ritmo ma ancora una salita al nono chilometro circa, tengo duro le gambe fanno molta fatica a girare ma ormai so che il traguardo è vicino e non voglio deludere tutti quelli che mi aspettano, ma soprattutto la mia fidanzata.

Ecco vedo l’arco dell’arrivo, cerco con lo sguardo lei… finalmente la vedo, mi avvicino e ci diamo un bacio e sul suo incitamento recupero tutte le forze e sprinto. Taglio il traguardo molto emozionato e contentissimo per il tempo impiegato: 51’46”.

Lorenzo Borsetti

lunedì 19 settembre 2016

SALOMON - SU E GIU’ PER LE BELLEZZE DI MILANO


Siamo al Salomon Running 2016, appuntamento atteso nel circuito podistico milanese, gara insolita, forte di un tracciato particolare, una sorta di Trail tra le strade cittadine. Sono tre le competizioni in cui cimentarsi, la Top di 25 km la Fast 15km e la Smart di 9 km. Il percorso è molto variegato e tocca molti snodi importanti della città. Dall’Arena civica, dov'è fissata la partenza, al quartiere di Brera, da piazza Gae Aulenti, alla montagnetta di San Siro, dal fossato del Castello Sforzesco alla curiosa ascesa degli scalini della Torre Allianz. Cinque i nostri atleti scesi in pista, Domenico Startari e Astrid Gagliardi in qualità di pacer della 25k e 15k che hanno accompagnato al traguardo gli atleti che volevano tenere un passo da 4,30" a 6,30” al km., Lucia Bongiovanni sempre nella Top, Antonio Pinna schierato nella Fast e Damiano Valente nella Smart da 9k. Per Domenico è la prima da pacer su questo tracciato, negli anni passati la disputò come finisher con un buon risultato ma faticando parecchio, quest'anno il suo stato di forma non è dei migliori, ma con un’andatura "leggera" per i suoi standard è riuscito a portare a termine il suo compito con divertimento e soddisfazione. La prima volta assoluta da pacer per Astrid, che con andatura di 6,30” al km. ha terminato la sua prova in perfetto orario. Per Lucia si trattava di un bell'allenamento in vista di prossime gare sulla lunga distanza, ha girato bene, con un'andatura relativamente costante e senza patire l'alternarsi dei percorsi, chiudendo con un buonissimo 2h15’. Nella formula Fast era di scena Antonio Pinna, all'esordio in questa competizione. Inizia con un approccio "soft" non vuole bruciare prematuramente energie importanti per il seguito della gara. Trova dunque il tempo, tra un saliscendi, scalini e dossi, di apprezzare luoghi di Milano a lui fino a quel momento sconosciuti. Finisce con un buon tempo, 1h19’ ma ci tiene a rilevare come sia stato davvero divertente partecipare aldilà del tempo ottenuto. Damiano Valente infine si è voluto mettere in gioco nella versione Smart, 9k altrettanto impegnativi che l’ha visto protagonista, proiettandolo al terzo posto in classifica con il tempo di 36’:16". Una bella prova del giovane Damiano che è riuscito a girare con scioltezza e fluidità, mettendo in cascina un buon potenziamento muscolare, ottimo auspicio per iniziare al meglio la stagione podistica.
Vince questa edizione maschile il nostro amico, l'intramontabile Dario Rognoni  in 1h27’44”, in quella femminile Emanuela Mazzei in 1h48’20”.

Luca Bordenga
Ufficio stampa

lunedì 12 settembre 2016

I 6 FAST & FURIOS


Autodromo di Monza, 11 settembre 2016, ore 9:30, tre competizioni agonistiche, quattro le griglie di partenza, sei gli atleti di Città di Opera che attendono scalpitanti il semaforo verde della tredicesima edizione della Mezza di Monza. Per la formula 10k nella prima griglia bianca si dispongono Luca Bordenga e Marco Cimenti, un settore dietro, griglia verde per Federico Di Meo a seguire Luca Tondolo nella sezione grigia, mentre chiude Clorinda Martucci nello spicchio rosa, lo stesso da cui partirà anche la 30k con Astrid  Gagliardi. La 10k ha un tracciato veloce, formato dall'intera pista di formula uno col supporto della vecchia parabolica, che con la sua pendenza costringe a un’andatura in fila indiana sul cordolo per poi reinserirsi negli ultimi 500 metri sulla classica dirittura d'arrivo, mentre la 30k dopo un giro della pista esce dall'autodromo per tuffarsi nel verde lussureggiante del parco di Monza. La giornata è afosa, onde di caldo salgono dall'asfalto, i colpi forsennati degli atleti su quella lucida lingua di catrame sembrano sbuffare calore, mentre precisi raggi di sole colpiscono come spade infuocate testa e gambe. Si fa molta fatica, i ventisette gradi si fanno sentire feroci metro dopo metro e a nulla o quasi servono le timide zone ombreggiate lungo la pista, se a questo associamo lo stato di forma ancora precario, possiamo concludere che gli atleti schierati hanno davvero ottenuto una buonissima prova complessiva. Il primo a tagliare il traguardo è Marco Cimenti che inaugura la nuova stagione podistica con un fiducioso 37’:51" e un quinto posto di categoria. Dietro di lui Luca Bordenga con 38’:46" , la terza canotta gracchiante a tagliare il traguardo è di Luca Tondolo che chiude con un buonissimo 47’:23" , tempo che lo proietta verso un'annata ricca di soddisfazioni, a seguire si piazza dopo una bella prova, il gigante buono Federico Di Meo che con 50’:07" sembra pronto per un inverno a caccia di PB, in controtendenza col suo noto periodo di letargo. Se la cavano molto bene anche le due Runners girls di Città di Opera, Clorinda Martucci, che ferma il cronometro della sua prima 10k ufficiale a 55’:02" un ottimo tempo, con il quale conquista l'ottavo posto di categoria, buon auspicio per i prossimi imminenti appuntamenti e l'instancabile Astrid Gagliardi che termina i suoi 30k in 2’:52", per lei ormai non si entra in pista se non per fare almeno una mezza, certo dopo una maratona farsi 30k non è il chilometraggio più adeguato, ma riesce a mantenere una buona media e un undicesimo posto di categoria. Primo classificato 10k Antonino Lollo con 33’:19"; primo classificato 30k Tarik Bamaarouf  con 1’:40". Prima classificata 10k  Evelyne Dietschi con 36’:19”; prima classificata 30k Claudia Gelsomino con 2:00’:23”.

Luca Bordenga
Ufficio Stampa
 

venerdì 9 settembre 2016

10K PER UNA GIUSTA CAUSA


Corsa  non competitiva  dedicata a tutte le persone che si vogliono divertire e nello stesso momento  possono fare un gesto  di beneficenza a favore dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per sostenere tutti  quelli che lavorano per combattere il Retinoblastoma, tumore maligno, con l’acquisto di un  nuovo macchinario “OPTOS DAYTONA”.

lunedì 29 agosto 2016

UN GAYSER DI NOME ASTRID


L'Islanda è una terra forte di contrasti, territorio vulcanico dagli scenari sorprendenti e mozzafiato, a volte dall'aspetto infernale, con i suoi vapori e le rocce laviche che rendono il paesaggio, un deserto dove l’uomo a stento riesce a sopravvivere, dove lo sguardo si perde negli spazi infiniti che sembrano essere rimasti immutati nel tempo. Reykjavik è la capitale di questo paradiso naturale, una città che si divide tra fuoco e ghiaccio, orizzonti vicini, lontani, luce e oscurità, una città divisa tra due mondi, città che combina una società moderna e futuristica, con una natura incontaminata che domina incontrastata. È' da qui che parte una delle maratone più affascinanti del mondo, è da qui che la nostra Astrid Gagliardi ha deciso di avventurarsi nella sua prima maratona. 

<< L’ultima parte della mia preparazione per la mia prima maratona è sua maestà il lunghissimo, un percorso da me stabilito di 35 km per le vie del mio paese, Opera. Avete presente quella ragazza con giubbotto catarifrangente, che come una "pazza" correva avanti e indietro per le strade in tarda serata? Ero io! Ero sempre io anche alle 23,30 circa china su me stessa, con gli occhi che piangevano, fallimento e delusione anche se quella sera il mio obiettivo l'avevo raggiunto... paura della scelta forse troppo avventata di diventare maratoneta a Reykjavik.

Perché proprio la maratona di Reykjavik?  Perché volevo unire una vacanza al mio viaggio personale interiore; perché ormai mi sentivo pronta per affrontare 42 km; perché l'Islanda è una terra "viva, colorata e scalciante", un po’ come me.

Il 20 agosto, giorno della gara, faceva fin troppo caldo... diciassette gradi in città e ventilato nella parte esterna che avrei percorso, così ho indossato una maglia termica e la canotta della mia società, quella stessa divisa che per tutti questi mesi mi ha visto fare otto mezze maratone e salire il secondo gradino del podio di categoria al circuito estivo dell'alto Milanese.

Mi avevano detto che la maratona era un viaggio e così lo è stato per me! L’ho vissuto in modo "rilassato" senza pensare troppo a tutti i metri che avrei dovuto percorrere; mi sono fermata a tutti i ristori rigenerandomi ogni volta. Mi avevano anche parlato di crisi del 35esimo ma sinceramente non ne ho avute, se non una leggera stanchezza al 24esimo passata velocemente per la bellezza di una piccola cascata che c'era proprio in quel momento, che mi ha aiutata a distrarmi. Non dico che è stata facile anche perché mi è venuto un dolore alla gamba sinistra dall'ottavo km, dico solo che ero talmente rapita dal paesaggio che quasi non mi rendevo conto che stavo macinando km su un dislivello di 300 m. Era come essere protagonisti di un videogioco dove lo scenario cambiava ed io al raggiungimento dei rilevamenti chilometrici prendevo dei bonus e acquistavo forza se avessi toccato la mano ai passanti che me la porgevano. Negli ultimi 200 metri mi ha accompagnato Federico, il mio ragazzo, che mi ha aspettato dopo aver finito la sua prima mezza maratona e abbiamo attraversato il traguardo insieme. La parte più emozionante e commovente è stata leggere tutti i commenti della telecronaca della maratona a posteriore dei miei amici e tutti i messaggi di congratulazioni. Veramente tantissimi, speciali e toccanti. Quei rilevamenti chilometrici sono stati la mia forza perché sapevo che ero in diretta dall'Italia e avevo tutto il tifo dei miei cari che mi stavano correndo accanto ... potevo addirittura sentire le loro voci. La maratona è quello che ti porta a correre 42 km, è l'allenamento, sono gli abbracci degli amici che ti danno forza. Alla fine come ho risposto a mia madre che mi ha chiesto come io abbia fatto a terminarla ... " mamma, ho corso" ... sempre con la testa e soprattutto con il cuore>>.
Astrid si è posizionata al 483° posto in classifica su 1300 partecipanti; al 25° di categoria; prima fra le italiane con il tempo di: 4 ore, 1 minuto, 12 secondi.

giovedì 11 agosto 2016

DAL SET CINEMATOGRAFICO “AZIONEEE!”

Oggi 10 agosto 2016 siamo a Santa Maria, dove si corre la 19esima edizione della "Marcialonga di Castellabate", 6,2 km che parte dal livello del mare per arrampicarsi sul colle retrostante, dominato dal borgo di Castellabate. La frazione di questo comune, Santa Maria appunto, offre una serie di basse e bianche costruzioni, retroguardie di un cordone di palme che si sporgono sghembe e indisciplinate su sabbie dorate e specchi di zaffiro Tirreno. Disseminate qua e là spiccano sentinelle saracene erose dal tempo che sorvegliano immobili l'orizzonte, mentre il centro è un groviglio di stradine ciottolate che si aprono improvvise su piazze vestite di palazzi gentilizi e tutto intorno un susseguirsi di terrazze che degradano su questo pezzo di mare effluvio di miti e poemi omerici. La partenza è fissata per le 18:00 e tra le oltre 350 canotte presenti, spicca la verde livrea della rana, quella di Luca Bordenga... Città di Opera c'è!! Il sole benché calante ti entra ancora nelle vene, ti schiaffeggia impertinente fintanto che la concentrazione pre gara non riesce a farne svanire temporaneamente gli effetti. Ci siamo, il plotone di spalle lucide è pronto a inforcare e sciamare fluente verso quel piccolo Olimpo forte e fiero dei suoi 500 metri di dislivello. Partiti, si esce subito dal paese imboccando un viale in progressiva salita fino a sfociare sulla strada provinciale, questo sarà l'unico rettilineo concesso e ne approfitto vorace, disciogliendo gambe e respiro. La strada a un certo punto sembra finire, inghiottita dal primo tornante. Luca, sente le gambe dure come uova sode, cerca di non strappare e mantenere una velocità di crociera in linea con l'inesperienza e la relativa difficoltà del tracciato. Al quarto chilometro, la crescente salita è direttamente proporzionale alla sua progressiva fiacchezza, raffiche di sole colpiscono vittoriose ora la nuca ora la madida fronte, mentre la stanchezza penetra carne e mente, ma corre o cerco di farlo, attaccandosi tenacemente all'anelito più vicino e provando a riverberarne il suono. E’ consapevole che se solo alzasse lo sguardo potrebbe spalancare il sipario su di una scena mozzafiato, ma decide di caricare a testa bassa come un toro ferito, convinto di poter sfuggire alla fatica, nonostante le punture di banderillas che arrivino secche a ogni chilometro. Mancano poco meno di 2 km all'arrivo e inizia a intravedere ali di folla vociante e plaudente, i loro incitamenti si effondono nell'aria calda che trasformano in piacevoli secchiate d'acqua gelata instillando nuove inaspettate energie. Siamo a ridosso del castello, basterà solo ruotarci intorno e un tappeto lastricato lo accompagnerà all'arrivo, forza Luca è finita mancano alcuni metri e l’Olimpo sarà conquistato...apre le ali quasi ad abbracciare il cielo, sono e’ traguardo, è finita, ha il volto cascante, avvizzito, ma appagato di tale avventura, ora non gli resta che godersi quest’affresco naturale che si offre ai sui occhi e come disse Murat
Termina la sua prova in 27,47" al 33esimo posto assoluto e all’ottavo di categoria.
Primo classificato: Antonello Landi in 23,02".
Luca Bordenga
Ufficio Stampa
Città di Opera Runners

lunedì 8 agosto 2016

SU AL NORD E GIU' AL SUD


NORD
Siamo a Navazzo di Gargnano una minuscola frazione montana del comune di Gargnano, piccolo manipolo di casupole coricate sul lago di Garda. Questo lo sfondo di un’esclusiva competizione, la Dieci miglia del Garda, gara internazionale su strada. Dieci giri da un miglio (1600metri circa) che si sviluppano tra prato, sterrato, salite e serpentine. A portare alto il vessillo di Città di Opera Runners si è presentato il giovane Andrea Astolfi (giorno del suo compleanno 7 agosto).
Partenza sprint per lui che è subito inghiottito da una ripida discesa per poi calpestare un temibile falso piano, uno strappo finale è giù a zigzagare tra case e cortili rurali, prima di una nuova sfiancante salita che termina il primo giro, moltiplicate il tutto per dieci e avrete l'idea di quanto questa gara sia molto faticosa a livello mentale, mantenere un buon ritmo alla luce di un ripetere continuo del tragitto non è cosa semplice. Andrea si batte bene fino a metà della gara, fino a quando una fitta non raggiunge il suo fianco limitandone l'incedere, ma la voglia di far bene e la determinazione nel portare a termine nel migliore dei modi questa gara, a dispetto di un periodo colmo di avverse vicissitudini lavorative, risulterà più forte di ogni ostacolo. Stringe i denti e corre senza pensare, rovescia tra quei sentieri tutto quello che ha in corpo, nessuna strategia, nessuna accortezza, solo sudore e fiato corto, corre, le gambe quasi dissociate dal resto del corpo, ma un unico inderogabile imperativo, arrivare in fondo e farlo in modo brillante. Termina la sua gara in 59’,05" conquistando il primo posto di categoria e il ventesimo assoluto.

Vincitore gara Nicola Venturoli  52’:08”

SUD
07/08/2016 questa la data in cui va di scena il Trofeo Grotte, una 10k con circa 1000 partecipanti che si disputa nel suggestivo contesto di Castellana cui ha preso parte il capitano di Città di Opera Domenico Startari. Pronti via, ci si lascia alle spalle il centro cittadino salendo costantemente per 3k, giro di boa e si torna verso il paese attraverso 500mt serpeggianti, quindi si affrontano 3k di quasi sola discesa insidiosa per tendini e articolazioni. Tutto d'un fiato poi si affrontano immediatamente 500mt di salita che portano nel centro di Castellana. A questo punto le difficoltà sembravano essere superate, ma in realtà se nei primi 7k non si è percorso un metro in piano, negli ultimi 3k non c'erano 50mt diritti. Proprio questi ultimi chilometri però sono valsi il prezzo del biglietto, un'infinità di curve strettissime dove era più facile trovarsi dentro casa di qualcuno che sul percorso, con passaggi in mezzo ad archi alti 2 mt e larghi 1 mt e in uscita le bande musicali che suonavano, davvero molto suggestivo. Per finire 300/400mt in salita a conclusione di una delle gare di paese più affascinanti cui il nostro Domenico abbia preso parte. Chiude la sua gara in 38,53" piazzandosi al 46esimo posto assoluto e all'ottavo di categoria, certo una prestazione leggermente sotto tono per i numeri del capitano ma perfettamente in linea col clima vacanziero.

Vincitore maschile: Vito Sardella 33.33 ; femminile Silvia Toni 40.03

Luca Bordenga
Ufficio Stampa
Città di Opera Runners